Quando una guaina bituminosa di copertura raggiunge il termine della sua vita utile, l'approccio tradizionale prevede la rimozione completa del manto ammalorato, lo smaltimento come rifiuto speciale e la posa di un nuovo sistema impermeabilizzante. Questo processo è costoso, richiede tempi lunghi e genera un significativo impatto ambientale legato allo smaltimento dei materiali rimossi, che nel caso delle guaine bituminose sono classificati come rifiuti speciali soggetti a normative specifiche per il trasporto e il conferimento in discarica autorizzata.
Presso lo stabilimento Marazzi Group SpA a Modena, Da.MA Coating ha dimostrato che esiste un'alternativa concreta e tecnicamente superiore: la nuova impermeabilizzazione del lastrico piano è stata eseguita direttamente sulla guaina bituminosa preesistente, senza necessità di rimozione e smaltimento.
Il parco edilizio industriale italiano è caratterizzato da un'ampia quota di coperture piane impermeabilizzate con guaine bituminose, la tecnologia dominante negli ultimi quarant'anni. Molte di queste guaine hanno raggiunto o superato la loro vita utile progettuale e presentano i tipici segni di invecchiamento: perdita di elasticità, fessurazioni della superficie, distacchi localizzati, bolle e infiltrazioni. La sostituzione tradizionale implica la rimozione meccanica del manto bituminoso, operazione rumorosa, polverosa e invasiva che richiede l'accesso alla copertura con mezzi di sollevamento per l'asporto del materiale rimosso, lo smaltimento presso impianti autorizzati e la posa di un nuovo manto con i relativi tempi di cantiere.
Per uno stabilimento produttivo come quello di Marazzi Group, queste operazioni comportano interferenze significative con l'attività industriale: polvere e detriti che possono contaminare le aree produttive, rumore che disturba le attività, mezzi di cantiere che occupano le aree di carico e scarico, e un cantiere che si protrae per settimane con tutti i rischi di interruzioni dovute al maltempo.
La poliurea a spruzzo possiede una caratteristica che la distingue dalla maggior parte dei sistemi impermeabilizzanti: la capacità di aderire stabilmente a substrati diversi, incluse le guaine bituminose esistenti, purché il supporto sia preparato correttamente e risulti stabile. Questo consente di sovrapporre il nuovo sistema impermeabilizzante al vecchio senza rimuoverlo, trasformando la guaina ammalorata da rifiuto da smaltire a substrato per il nuovo trattamento.
I vantaggi sono molteplici e quantificabili: eliminazione dei costi di rimozione e smaltimento della vecchia guaina, che possono rappresentare fino al quaranta per cento del costo totale di un rifacimento tradizionale; riduzione dei tempi di cantiere perché si elimina un'intera fase di lavorazione; minor impatto ambientale per l'eliminazione del conferimento in discarica; e riduzione delle interferenze con le attività dello stabilimento. La guaina esistente, inoltre, continua a svolgere una funzione di strato separatore e di regolarizzazione del supporto, contribuendo al comportamento complessivo del nuovo sistema impermeabilizzante.
Per uno stabilimento ceramico come Marazzi, la continuità produttiva è essenziale. L'industria ceramica opera con forni in ciclo continuo che non possono essere spenti e riaccesi senza costi energetici elevati e tempi di ripristino significativi. Qualsiasi interferenza con l'attività produttiva — polvere che contamina le linee di smaltatura, vibrazioni che influenzano i processi di cottura, interruzioni degli accessi per carico e scarico dei materiali — ha ripercussioni dirette sulla produzione e sulla qualità del prodotto finito.
Il protocollo ZeroFermo™ ha consentito di pianificare l'intervento di impermeabilizzazione in coordinamento con la produzione, riducendo al minimo le interferenze con l'attività dello stabilimento. Le fasi di lavorazione più invasive — preparazione delle superfici, applicazione del primer — sono state programmate nei periodi di minor attività, mentre la spruzzatura della poliurea, rapida e priva di emissioni significative, ha potuto essere eseguita senza vincoli particolari.
Il lastrico piano dello stabilimento è stato preparato mediante pulizia della superficie della guaina esistente con rimozione di polveri, detriti e vegetazione, stabilizzazione delle aree dove il vecchio manto presentava distacchi o bolle mediante incisione e riadesione, e applicazione del primer di adesione specifico per substrati bituminosi. Il primer è un componente critico del sistema: deve garantire l'adesione della poliurea alla superficie bituminosa, che per natura chimica tende a essere poco recettiva ai rivestimenti non compatibili.
Successivamente è stata spruzzata la membrana in poliurea che ha creato un nuovo manto impermeabile continuo, perfettamente aderente alla guaina preesistente. La membrana monolitica, priva di giunti e sovrapposizioni, ha coperto l'intera superficie del lastrico creando un sistema impermeabilizzante che integra e supera le prestazioni della guaina originale. L'elasticità della poliurea consente alla nuova membrana di assorbire i movimenti della copertura dovuti alle escursioni termiche senza fessurarsi, risolvendo alla radice la causa principale del cedimento delle guaine bituminose invecchiate.
Lo stabilimento Marazzi Group dispone di una copertura con prestazioni impermeabilizzanti ripristinate, realizzata senza gli oneri di rimozione e smaltimento della vecchia guaina bituminosa. L'approccio dimostra come la poliurea consenta di affrontare il problema delle coperture con guaine a fine vita in modo più economico, rapido e sostenibile rispetto ai metodi tradizionali, aprendo una strada concreta per la riqualificazione del vasto patrimonio di coperture industriali italiane che nei prossimi anni richiederanno interventi di rifacimento.
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