Nei complessi residenziali, il cortile che copre i garage e le cantine semi-interrate è una delle superfici più critiche da impermeabilizzare. Deve essere carrabile per il passaggio dei veicoli, calpestabile per i residenti, impermeabile per proteggere i locali sottostanti e compatibile con la posa di una finitura estetica adeguata al contesto residenziale. Il cedimento dell'impermeabilizzazione in queste strutture genera conseguenze a catena: infiltrazioni nei garage, umidità nelle cantine, degrado delle armature del calcestruzzo, formazione di efflorescenze e muffe e, nei casi più gravi, compromissione della capacità portante del solaio stesso.
Da.MA Coating ha realizzato l'impermeabilizzazione carrabile di un lastrico di circa 2.200 mq a copertura di garage e cantine semi-interrate in un complesso residenziale, un intervento che ha dovuto coniugare prestazioni tecniche elevate con esigenze estetiche e funzionali tipiche del contesto abitativo.
Un cortile condominiale carrabile è sottoposto a sollecitazioni composite che pochi sistemi impermeabilizzanti tradizionali riescono a gestire simultaneamente. Il traffico veicolare genera carichi concentrati sulle ruote dei veicoli, con sollecitazioni puntuali che si ripetono migliaia di volte all'anno nei punti di transito abituale. Le manovre di parcheggio e svolta imprimono forze di taglio superficiali che tendono a distaccare le membrane dal supporto. Le escursioni termiche stagionali provocano dilatazioni e contrazioni del solaio in calcestruzzo, con movimenti differenziali tra la membrana impermeabilizzante e il supporto che sollecitano l'adesione del sistema.
A queste sollecitazioni meccaniche si aggiungono quelle chimiche e ambientali: l'acqua piovana, il sale antigelo utilizzato in inverno, gli oli e i liquidi che possono gocciolare dai veicoli parcheggiati, e l'azione dei raggi UV nelle aree non coperte dalla pavimentazione superficiale durante le fasi di posa.
Le guaine bituminose prefabbricate, comunemente utilizzate per l'impermeabilizzazione dei lastrici, presentano limiti significativi quando applicate su superfici di 2.200 mq. Il numero di giunzioni necessarie per coprire un'area di questa estensione è nell'ordine di centinaia di metri lineari di saldature e sovrapposizioni. Ogni giunto è un potenziale punto di cedimento: nel tempo, le saldature possono aprirsi per effetto dei movimenti strutturali, delle sollecitazioni termiche e dell'invecchiamento del materiale. La localizzazione e la riparazione di una perdita in un sistema con centinaia di giunti sepolti sotto la pavimentazione in porfido è un'operazione costosa e invasiva, che spesso richiede la rimozione di ampie porzioni di pavimentazione per individuare il punto esatto di cedimento.
La membrana impermeabilizzante in poliurea è stata applicata a spruzzo sull'intera superficie del lastrico, senza soluzione di continuità, includendo fioriere, aiuole e risvolti perimetrali per garantire la tenuta all'acqua anche nei punti di raccordo con le strutture verticali. L'assenza di giunti su una superficie di 2.200 mq rappresenta un vantaggio decisivo rispetto ai sistemi tradizionali, dove le giunzioni dei teli impermeabilizzanti si moltiplicano proporzionalmente alla dimensione dell'area trattata. La poliurea a spruzzo ha formato una membrana monolitica che avvolge la superficie come una vasca impermeabile unica, risalendo lungo i bordi perimetrali e gli elementi verticali presenti sul lastrico.
La membrana in poliurea è stata progettata per sopportare il traffico veicolare del cortile condominiale, con proprietà di elasticità che consentono di assorbire i movimenti strutturali del lastrico senza fessurarsi. L'allungamento a rottura della poliurea, che può superare il 300%, garantisce che la membrana segua le deformazioni del supporto senza raggiungere il punto di rottura, una prestazione che le guaine bituminose e le resine rigide non sono in grado di offrire.
Sulla membrana impermeabilizzante è stato successivamente posato un pavimento decorativo in porfido, integrando l'aspetto estetico con la protezione tecnica. La scelta del porfido come finitura superficiale risponde alle esigenze estetiche del contesto residenziale e alla necessità di una superficie resistente al traffico veicolare e pedonale. La poliurea, sotto il porfido, funge da strato impermeabile continuo che protegge i garage e le cantine sottostanti indipendentemente dallo stato della pavimentazione superficiale. Anche qualora il porfido subisse rotture o spostamenti nel tempo, la membrana in poliurea sottostante continuerebbe a svolgere la sua funzione impermeabilizzante in modo autonomo.
Questa separazione funzionale tra strato impermeabile e strato estetico è un principio progettuale che consente interventi di manutenzione indipendenti: la pavimentazione in porfido può essere riparata o sostituita senza compromettere l'impermeabilizzazione, e viceversa la membrana può essere ispezionata rimuovendo porzioni localizzate di porfido senza dover demolire l'intera pavimentazione.
Il complesso residenziale dispone di un cortile carrabile, esteticamente curato con pavimentazione in porfido e perfettamente impermeabilizzato su 2.200 mq senza giunti. I garage e le cantine sottostanti sono protetti da una membrana continua che garantisce la tenuta all'acqua nel tempo, eliminando il rischio di infiltrazioni, umidità e degrado strutturale che affliggono molti complessi residenziali con impermeabilizzazioni tradizionali. L'investimento nell'impermeabilizzazione in poliurea si traduce in una riduzione significativa dei costi di manutenzione straordinaria a lungo termine e nella preservazione del valore immobiliare dell'intero complesso.
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