Il Forte Noyeau, risalente al 1889, è un manufatto storico di rilevante valore architettonico e militare la cui conservazione richiede tecniche di intervento che rispettino il valore del bene pur garantendo prestazioni funzionali moderne. Commissionato da RFI e Regione Lombardia, l'intervento di Da.MA Coating ha coniugato la protezione conservativa del lastrico piano dell'antico forte con la creazione di una superficie impermeabilizzata e carrabile, dimostrando l'applicabilità della tecnologia poliurea anche nel delicato campo del restauro e della conservazione dei beni culturali.
Il Forte Noyeau fa parte del sistema difensivo ottocentesco di Mantova, una delle piazzeforti più importanti del Quadrilatero austriaco. Le strutture militari di fine Ottocento, costruite con tecniche e materiali dell'epoca, presentano caratteristiche costruttive specifiche che devono essere rispettate in qualsiasi intervento di manutenzione o restauro. I materiali originali — murature in laterizio, malte storiche, elementi lapidei — hanno un valore documentale che vincola le scelte progettuali e limita la tipologia di interventi ammissibili. Qualsiasi trattamento deve essere reversibile o, quantomeno, non deve alterare irreversibilmente le caratteristiche del manufatto originale.
Il lastrico piano del forte, esposto da oltre un secolo alle intemperie della pianura padana, necessitava di un intervento di protezione che ne arrestasse il degrado e ne garantisse la funzionalità senza snaturare il carattere storico della costruzione. L'umidità della pianura mantovana, le piogge frequenti e i cicli di gelo-disgelo invernali avevano progressivamente deteriorato le superfici, favorendo la penetrazione dell'acqua nelle murature e nei solai sottostanti.
Intervenire su un edificio storico di fine Ottocento impone vincoli tecnici e metodologici specifici che differenziano radicalmente questo tipo di cantiere da un intervento su un edificio moderno. Il lastrico piano del forte doveva essere protetto dall'infiltrazione d'acqua senza alterare le caratteristiche del manufatto e senza applicare trattamenti aggressivi che potessero danneggiare le strutture originali. Le tecniche tradizionali di impermeabilizzazione — guaine bituminose termosaldate, membrane in PVC fissate meccanicamente, massetti armati con rete elettrosaldata — comportano tutte un grado di invasività sul supporto originale che in un contesto di conservazione non è accettabile. Le fiamme della termosaldatura possono danneggiare le superfici storiche, i fissaggi meccanici perforano le strutture originali e i massetti armati introducono carichi aggiuntivi su solai progettati con i criteri costruttivi dell'Ottocento.
La soluzione adottata da Da.MA Coating ha previsto la posa preventiva di un tessuto non tessuto (TNT) ad alto spessore, ancorato al piano, come strato di interfaccia tra la struttura storica e il nuovo sistema impermeabilizzante. Questo strato svolge una duplice funzione: protezione meccanica del substrato originale, evitando il contatto diretto tra la poliurea e le superfici storiche, e distribuzione delle sollecitazioni, ripartendo i carichi su una superficie più ampia e riducendo le concentrazioni di stress sul supporto originale.
Sul TNT è stata applicata la poliurea pura con un dosaggio di 6 kg/mq, uno spessore significativo che conferisce alla membrana non solo proprietà impermeabilizzanti ma anche resistenza meccanica sufficiente per rendere la superficie carrabile. Il dosaggio di 6 kg/mq corrisponde a uno spessore di diversi millimetri di poliurea pura, un valore calibrato in funzione delle prestazioni meccaniche richieste e del tipo di traffico previsto sulla superficie. Il risultato è un lastrico protetto, impermeabilizzato e percorribile da mezzi, il tutto realizzato senza interventi invasivi sulla struttura storica sottostante.
L'approccio adottato rispetta i principi fondamentali del restauro conservativo: minima invasività sul manufatto originale, reversibilità potenziale dell'intervento — lo strato di TNT consente teoricamente la rimozione del sistema impermeabilizzante senza danneggiare il substrato storico — e compatibilità dei materiali con le caratteristiche della struttura esistente. La poliurea, a differenza delle membrane bituminose, non rilascia sostanze che possano migrare nel supporto originale alterandone le caratteristiche chimico-fisiche, e la sua applicazione a spruzzo non richiede fiamme, solventi aggressivi o fissaggi meccanici che perforino le strutture storiche.
Il Forte Noyeau dispone di un lastrico piano protetto, impermeabilizzato e carrabile che combina la tutela del valore storico con la funzionalità d'uso contemporaneo. La membrana continua in poliurea, applicata sullo strato di interfaccia in TNT, protegge le strutture sottostanti dalle infiltrazioni d'acqua che per decenni ne avevano accelerato il degrado, prolungando la vita utile del manufatto storico. L'intervento dimostra come la poliurea possa essere utilizzata anche nel campo della conservazione dei beni storici e architettonici, offrendo prestazioni superiori ai sistemi tradizionali con un approccio non invasivo e rispettoso del valore culturale del bene.
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